dicembre 11, 2011
Skaven - Flowers of Flesh and Blood
Gli Skaven sono un quintetto proveniente da Oakland, California, dedito ad un death metal imbastardito con crust e black. Il nome trae origine da dei ratti umanoidi presenti nella serie di Warhammer, gioco di ruolo tra i più conosciuti al mondo.
Nati dalle ceneri dei Black Maggot e attivi dal 1995 al 1997, sfortunatamente hanno dato alle stampe solo tre releases ufficiali, due split, uno con i Dystopia e uno con gli Stormcrow, e un EP. Dopo l'unico tour fatto nell'inverno 1996, si sciolgono nell'anno successivo.
Flowers of Flesh and Blood è stato registrato con l'aiuto di Noah Landis dei Neurosis, dalla sessione in studio vennero fuori tre canzoni: Flowers of Flesh and Blood, Severed e The Swarm, le prime due finite sull'ep e l'altra pubblicata solo nel 2008 nello split con gli Stormcrow.
I due brani sono molto belli, il lavoro svolto dal chitarrista e dai due bassisti è egregio, il sound è sporco e pesante, con riff che possono ricordare anche i primi Dissection, alternati a rallentamenti e parti cadenzate quasi doom. Il cantante urla che è una meraviglia con voce aspra e graffiante e le parti vocali calzano benissimo con il resto. Il drumming è nella norma, il batterista fa il suo lavoro senza stupire, sarà anche per questo che è finito a fare lo squatter in Europa...
giugno 19, 2011
House of Usher - On The Very Verge
Un basso, una batteria, due chitarre e qualcuno che grida al microfono, niente stronzate. Niente suoni artificiali e produzioni superpompate che sembrano come le tette al silicone, tutte uguali e finte.
Nel 1990 a Eskiltuna (Svezia) il bassista, il batterista, i due chitarristi e colui che grida al microfono si riuniscono sotto il nome di House of Usher, che deriva dal magnifico racconto The Fall of the House of Usher di Edgar Allan Poe.
Ne vien fuori un Ep di sole due tracce, On the Very Verge, pubblicato nel 1992 dalla misconosciuta etichetta italiana Obscure Plasma, che può vantare tra le sue uscite Live in Leipzig dei Mayhem e che nel 1994 si trasformò nella ben più nota Avantgarde Music (che annovera nel suo roster nomi di culto come Behemoth, Carpathian Forest, Katatonia, Kvist, This Empty Flow e Solefald).
Tracklist:
1 - Revengeance 6:35
2 - Rather Black 4:58
Revengeance e Rather Black sono due brani molto dinamici e ritmicamente vari, che nella loro struttura presentano mid-tempos e accelerazioni, il loro stile si avvicina più alla tradizione d'oltreoceano che alla scena death scandinava, eccezion fatta per la seconda parte di Revengeance. I riff sono dissonanti e di chiara impronta thrash/death (Rather Black in apertura richiama i Sepultura), il cantato è un classico growl alla Death prima maniera. Nessun sperimentalismo o esibizione virtuosistica, un lavoro di qualità con pochi fronzoli, death metal alla vecchia maniera. E basta.
I quattro svedesi purtroppo non avranno la stessa fortuna della loro casa discografica, dopo due demo autoprodotti il gruppo si scioglierà, ma non a tutti andrà male, il chitarrista Martin Larsson entrerà negli At The Gates, nome di spicco della scena death mondiale.
giugno 15, 2011
Neckar - Demo I
Tracklist:
1- Rhem Mountains
2- Robot Trees
3- In the Cave...
4- Abandoned Village
giugno 12, 2011
Liturgy - Renihilation

maggio 24, 2011
Il colore venuto dallo spazio
maggio 08, 2011
Profound Lore Records

aprile 19, 2011
Portal - Swarth
Australia, 2009, etichetta: Profound Lore
Larvae: Compromissione della capacità di giudizio e autocontrollo, rabbia.
Illoomorpheme: Confusione mentale, comportamenti socialmente inadeguati.
The Swayy: Compromissione della percezione di forme, colori e dimensioni.
Writhen: Aggressività, stordimento, comportamenti aggressivi e violenti.
Omenknow: Compromissione grave dello stato psicofisico, ipotermia, vomito.
Werships: Stato di inconscienza, allucinazioni, cessazione dei riflessi.
Marityme: Fame d'aria, sensazione di morire, coma, morte.
Ignis Fatuus: Batteria
Horror Illogium: Chitarra, Basso
Aphotic Mote: Chitarra
The Curator: Voce
Video: Larvae
Web: http://www.portalabode.com/
aprile 01, 2011
Big Sexy Noise
Se Eva fosse esistita, con ogni probabiltà sarebbe stata Lydia Lunch. Il demone tentatore dopo 35 anni di agonie, isterie, litanie, angosce, nevrosi, psicosi, alienazione è ancora sulla scena ed ogni sua esibizione proietta dai suoi occhi spiritati il messaggio "Lasciate ogni speranza voi che entrate". Ma l'inferno dantesco non è una metafora coercitiva frutto della morale cristiana; la Lunch l'inferno, quello reale quello che si vive ogni giorno, lo conosce perfettamente e sa riprodurlo durante i live. Sono passati 35 anni quando in una New York gravida di tensioni e creatività una 17enne Lydia Lunch infervorava coi suoi Teenage Jesus and the Jerks tra le strade metropolitane. Con gli allora compagni di sbronze James Chance ed i suoi Contorsion, Arto Linsday e i suoi DNA e i Mars impressionano il "non musicista" Eno convogliando in un album le loro atrocità. E verrebbe da dire "grazie ragazzi". E' il '79 quando viene dato alla luce uno dei dischi più importanti della storia della musica, quel No New York destinato (e qui di retorica ve ne è davvero poca) a diventare il seme germinale da cui nasce un universo parallelo di musica, cinema, spettacoli ma anche e soprattutto un diverso modo di approcciarsi alla realtà. La Lunch figlia illegittima del power flower incarna l'emblema dell'adolescente malsanamente cresciuta troppo in fretta, vomitata e non partorita sui marciapiedi nauseanti di piscio. Ma oggi, nel 2011 a New York è rimasto il solo James Chance (in queste settimane anche lui in Italia col suo nuovo progetto "The Fix Is In"), Arto Linsday vive a Bruxelles, e la nostra ex lolita-prostituta-intellettuale si è stabilita da diversi anni a Barcellona. La movida ed il sole spagnolo non hanno intaccato il suo animo corvino, crepuscolare; al massimo le hanno fatto mettere su qualche chiletto, e vi assicuro che così diventa una presenza ancor più disturbante, destabilizzante, terrificante. Il nuovo progetto Big Sexy Noise oltre che della Lunch si avvale delle performance di altri mostri sacri della musica: quei Gallon Drunk (James Johnston alla chitarra, Ian White alla batteria e Terry Edwards, organo e sax) che assieme a Jon Spencer e Gun Club hanno saputo con ardire e intelligenza diluire il punk col blues, o viceversa. Big Sexy Noise come dicevamo, sono attivi da un paio d'anni e fortunatamente toccano spesso la nostra penisiola. Le musiche sono in bilico tra un blues corrosivo ed uno stoner sobbalzante (nel senso che a tratti il suono ti solleva letteralmente dal pavimento), e le performance atonali di Edwards aggiungono quella componente di free jazz che per un'istante ci fa tornare a respirare le atmospere distopiche della New York del '79. La Lunch ormai è una splendida Milf 52enne che riesce in modo sempre nuovo ad inscenare la depravazione amorale che l'ha accompagnata per tutta la sua esistenza. Simula blow job, orgasmi litanici e non manca di schernire il pubblico maschile, soprattutto ridicolizzando il loro oggetto sessuale rappresentato dal pene. Provoca continuamente il pubblico, bagna costantemente le labbra col whiskie. La signora è una calamita che attira su di sè la totale attenzione del pubblico e non c'è figa che non sia bagnata e non c'è cazzo che non sia eretto. La voce della Lunch è spettrale e turpe di un'angoscia raccapricciante manifesto di una una vita confusa, abusata, annichilita. La sua morbosa ossessione verso la provocazione e la sperimentazione ha portato la Lunch a districarsi tra diverse forme espressive non sempre all'altezza del personaggio. Ma di sicuro il progetto Big Sexy Noise è da considerarsi espressione matura di un percorso artistico districato, violento che lascia sempre vibrazioni tra le pareti cerebrali. E alla fine, se pur leggermente interdetti, si torna a casa felici.
marzo 25, 2011
Woods of Desolation - Sorh

marzo 19, 2011
Sonic Youth – Sonic death (Early sonic 1981/83)

Esiste un nutrito credo tra i fan dei Sonic Youth che afferma come nella vastissima discografia di uno dei gruppi più influenti della storia del rock ci sia una sorta di “santissima trinità”. Una linea immaginaria dopo la quale qualsiasi parola aggiunta o tolta a quanto si è già detto può portare al peccato. Lungi dal voler rileggere pagine e pagine di recensioni, critica e wikipipponi tra i quali ci si può benissimo perdere in giudizi sommari (o totalizzanti) è utile anche capire come quella “santissima trinità”, quel tempio insomma è stato costruito. All’indomani dell’uscita del primo crisma, Confusion is sex (siamo nell’83) i Nostri bazzicano e non poco l’underground della Grande Mela, sempre interessati a quello che avveniva in ogni buco di culo che si possa definire artistico. Frequentano Lydia Lunch e tutti quei bravi teppisti della no wave e sono attenti anche a quello che succede nel resto degli States. In particolare Moore è attratto in maniera viscerale dal fenomeno dell’hardcore e dalla sua etica. E proprio nell’83, in pieno spirito DIY fa uscire per la sua etichetta (
Il disco è quasi introvabile, qualche copia spunta fuori cercandola su ebay ma il costo non è proibitivo. Su megaupload si fa prima: www.megaupload.com/?d=0667WU80
febbraio 07, 2011
UFOMAMMUT - Eve
Il loro sound è pieno, massiccio ma al tempo stesso dotato di varie "sfumature psichedeliche" che richiamano fortemente la scena heavy psych di fine anni '60 e realtà più vicine a noi come Sleep ed Electric Wizard, ma questi richiami non implicano una imitazione passiva, bensì una rielaborazione con stile e un linguaggio propri. Sarebbero la colonna sonora perfetta se volessimo rappresentare Vulcano nella sua fucina intento ad addolcire i metalli nella forgia.
Il riferimento all'essere divino non è casuale, il "Malleus", lo strumento del dio romano, è il nome del laboratorio di poster art creato da Poia e Urlo, il primo chitarrista e il secondo bassista/cantante del power trio. I loro richiestissimi lavori grafici si rifanno alla poster art statunitense degli anni a cavallo tra i '60 e i '70, all'opera di Victor Moscoso e Rick Griffin e, soprattutto, proseguono la strada già percorsa dal canadese Bob Masse che in quegli anni reinterpretò l'Art Nouveau di Alfons Mucha.
L'esperienza maturata nel Malleus Rock Art Lab ha portato i due a cimentarsi in un'altra sfida, l'etichetta Supernatural Cat, che oltre a valide band come Lento, Morkobot e Incoming Cerebral Overdrive, ha prodotto anche il quinto e ultimo lavoro della band, Eve.
Eve appunto, concept album dedicato alla figura di Eva e alla ribellione al suo Creatore.
"È l'idea della ribellione al precostituito,la ricerca della conoscenza. È abbastanza attuale, soprattutto se si pensa alla situazione della nostra Nazione oggi" secondo le parole di Urlo.
Recentemente premiato come album dell'anno dai lettori di Roadburn.com, il disco è un'unica traccia divisa in cinque movimenti, registrata e mixata nei Locomotore Studio di Roma.
La prima parte, durante i minuti iniziali, riporta alla mente sonorità Kosmiche Musik, in seguito, grazie all'inserimento di riff granitici e distorti si trasforma in una cavalcata astrale degna di The Piper At The Gates Of Dawn. Il brano cresce di intensità a dismisura per poi implodere e lasciar spazio ai primi, inquietanti minuti del secondo movimento, che sarebbero la soundtrack perfetta di un film horror di infima qualità. Un ulteriore crescendo apre la strada alla terza parte,la più breve e aggressiva del lotto, in cui un theremin impazzito fa da sottofondo ad una sfuriata pesante come un treno e alle urla filtrate del cantante.
Il gioco calma apparente/esplosione parossistica continua anche nel quarto movimento, in cui un cantato molto "acid" accompagna il brano fino al momento in cui la chitarra esplode in un lamento metallico, una straziante agonia che ci lascia al pezzo conclusivo. Ritornano gli incubi sonori già familiari, il theremin alieno, i riff doom ultradistorti e la inquietante melodia che ci aveva tormentato nel secondo movimento; il tutto a concludere un monolite di 44 minuti che va ascoltato nella sua interezza per poter essere apprezzato appieno, come se fosse un unico flusso sonoro.
P.S. Consigliatissimi anche dal vivo, i nostri creano uno spettacolo molto intenso, accompagnato egregiamente dalle bellissime proiezioni ad opera del Malleus Rock Art Lab, di cui è anche possibile ammirare e acquistare gli splendidi poster.
http://www.ufomammut.com/
http://www.myspace.com/ufomammut
Eve I video
febbraio 04, 2011
INCUBUS - Beyond the Unknown (1990)

gennaio 21, 2011
Aurvandil - Ferd
La cassettina pubblicata nel Marzo dello scorso anno si ritrova tra le mani della Eisenwald, etichetta tedesca che decide di ristamparlo in formato digipack questo mese, ed eccolo... Vi consiglio di spulciarvi il sito della Eisenwald...cassettine, demo, vinili...da avere tutti!
Eisenwald: http://www.eisenton.de/index2.htm
Aurvandil. Il nome è uno dei tanti personaggi della mitologia nordica che hanno da sempre ispirato le band devote al black metal scandinavo. Aurvandil (one man band) è francese, di quella Francia normanna tra castelli e foreste.
Le tracce sono cinque, la prima e l'ultima potrebbero anche non essere prese in considerazione poichè sono inascoltabili. Sono le due tracce più brevi. Inutili. Il bello arriva però subito nel secondo brano "Over The Seven Mountains", tra blastbeat spietati di una drum machine imbestialita e chitarre in puro stile norvegese, tra melodia e distorsione. Bellissimo. Atmosferiche e gelide anche le tastiere, pronte a rendere unici i riff che uno dopo l'altro si susseguono per circa nove minuti. Anche la terza traccia "Through Hordanes Land" è memorabile. Stesso approccio. La considero la più bella traccia dell'Ep. Ineffabile. La quarta song "Still He Walks" è un'altra bellissima passeggiata tra i rami e la neve.
Black metal a regola d'arte. Di genere. Lacrime.
Myspace: http://www.myspace.com/aurvandilmusic
gennaio 16, 2011
MRTYU! - Ornate Shroud
- The Night
- Bloody Birth
- Breathes Dust of the Night
- Sacrament of Blood Distilled
- The Deeps
- BurningClera
- Dead Guru Sings
Non siete sicuri dei sentimenti del vostro partner? Provate a regalare questo album, se non vi manda a fanculo, vi ama.
Mrtyu! è il progetto solista di un neozelandese, tale Antony Milton, che definisce la sua musica "ritualistic black metal", una musica che, secondo le sue parole, dovrebbe "celebrare la Morte in tutte le sue forme" (Mrtyu è la parola che esprime il concetto di morte in lingua vedica). Tralasciando i dubbi sulla definizione di musica "ritualistica", sorgono quelli sulla classificazione sotto l'etichetta "black metal", di cui, tranne che per l'attitudine, non c'è quasi traccia.
Ascoltando il terzo lavoro di codesto neozelandese un orecchio poco abituato sentirebbe solo rumori. Un orecchio abituato anche, melodie di chitarra squarciate da suoni distortissimi che improvvisamente virano sul dark ambient, un cantato (raro) agonizzante e disperato come nella peggior tradizione depressive/suicidal black metal, e ancora un violino scordato pian piano sommerso da riverberi e distorsioni drone.
Nel complesso un lavoro poco accessibile e difficilmente valutabile, ma se cercate qualcosa di disturbante è l'album che fa al caso vostro.
http://www.myspace.com/therealmrtyu











