
Con Der Meister la potenza delle chitarre è liberata completamente insieme a tutta l’energia fisica della danza contenuta nel brano. L’ingresso è una versione amplificata in ferocia delle ritmiche da sala da ballo di fine anni ’80. Vortici caotici deformano gli stacchi di rullante e conducono in ambienti quasi lisergici dove d’un tratto una melodia in maggiore risulta riconoscibile: è un volo strano e di pochi istanti, una sospensione fragile che termina non appena una raffica di doppio pedale arriva per strattonarci bruscamente. Il paesaggio intorno si fa più cupo fino all’impatto violento sul terreno duro, la continua evocazione del disastro aereo.
L’invincibilità del suono in Weisses Fleich, totalmente tenuto sotto controllo, avanza come farebbe un carro armato di un esercito dominante in un contesto bellico ad alta tensione. La sensazione di trovarsi dentro ad un incubo è inevitabile, assomiglia al sapere di essere poco lontani da un pescecane, a largo di un oceano buio.
Un concerto |
In Du Reichst So Gut è uno stacco in pieno stile dance a segnare l'avvio. Così può partire una danza ossessiva e in qualche senso poco libera che trasporta in una città violenta con le strade che pullulano di automobili in corsa e con le sirene spiegate. Le svirgolate sulle note acute della chitarra risuonano in mezzo a distorti riff orchestrali sovraincisi. La voce ingorda è quella di un guru irritato, o di un re che parla ai suoi sudditi guardandoli dall'alto e sostenuto da un organo che dona magia all'atmosfera. Il limite del brano è il ritornello che sembra richiami a certe banalità del punk rock che comunque, nel complesso, non infastidiscono più di tanto.
Completano l’album Heirate Mitch in cui oltre a sentire uno dei pochi assoli di tutto il disco la voce ricorda le iniziazioni a certi oscuri riti massonici alla Eyes Wide Shut, Das Alte Leid dove domina l’heavy metal, Herzeleid con i suoi riff incisivi, il ritornello celebrativo e le dinamiche oscillanti, la stupenda Laichzeit, un esempio perfetto di come i riff metallari possono fondersi alla techno e Rammstein che chiude l’album in maniera perfetta e che viene utilizzata da Lynch nel 1996 in Strade Perdute (insieme a Heirate Mitch)
Nel suo complesso il disco può forse risultare un po’ ripetitivo e non pienamente riuscito nel tentativo di rendersi originale attraverso la contaminazione di diversi generi, ma merita comunque di essere ascoltato se non altro per le sue intenzioni.
questi sono delle bestie!!! io questo album lo preferisco a sehnsucht, secondo me è più potente. però a mio avviso la loro pietra miliare rimane mutter. gran gruppo, che raggiunge il suo massimo dal vivo con dei concerti a dir poco dinamitardi!!! BANG! BANG! FEUER FREI!!!
RispondiElimina